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mercoledì 13 settembre 2017

European Mobility week 2017. 16 22 settembre 2017

Pare ieri che si inondava e colorava Milano con le nostre proposte; oggi serve continuare in questo impegno.
Aspettando la settimana europea della mobilità sostenibile
http://www.mobilityweek.eu/
un invito a riguardare la grandiosa manifestazione di Milano

l'Italia Cambia Strada per una mobilità nuova 4 maggio 2013 Milano


e un breve saluto di questa mattina

giovedì 18 giugno 2015

LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

..e se lo dice anche il pontefice

per il testo completo su
http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/laudato_si.pdf

1. «Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba ».

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che « geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. 1 Cantico delle creature: Fonti Francescane (FF) 263. 4 Niente di questo mondo ci risulta indifferente

3. Più di cinquant’anni fa, mentre il mondo vacillava sull’orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un’Enciclica con la quale non si limitò solamente a respingere la guerra, bensì volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggio Pacem in terris a tutto il “mondo cattolico”, ma aggiungeva «nonché a tutti gli uomini di buona volontà ». Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.
4. Otto anni dopo la Pacem in terris, nel 1971, il beato Papa Paolo VI si riferì alla problematica ecologica, presentandola come una crisi che è « una conseguenza drammatica » dell’attività incontrollata dell’essere umano: «Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione ». 2 Parlò anche alla FAO della possibilità, «sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di […] una vera catastrofe ecologica », sottolineando «l’urgenza e la

martedì 17 giugno 2014

Vittoria dei lavoratori negli aeroporti di Malpensa e Linate. 14 6 2014

pubblico questo comunicato in stampa, perchè stamattina, mentre bevevo il caffè e sfogliavo il giorno 

I lavoratori dicono NO!
Vittoria dei lavoratori negli aeroporti di Malpensa e Linate.
Tra mercoledì e venerdì di questa settimana (11, 12, 13 giugno 2014) si è tenuto a Linate e Malpensa il referendum per l'approvazione o meno dell'accordo Azienda-Sindacati del 4.6.2014.
L'accordo aveva ad oggetto il passaggio di parte dei lavoratori da Sea Handling spa ad Airport Handling srl, nonchè le nuove condizioni contrattuali che prevedevano la riduzione di stipendi, ferie, permessi, premi di produzione e variazioni di orari e mansioni.
L'accordo avrebbe altresì confermato il passaggio di circa 250 addetti a Sea spa in mansioni di guardie addette ai varchi di sicurezza e coordinamento.
Sindacati e Azienda si sono più volte incontrati prima della conclusione dell'accordo senza mai interpellare i diretti interessati, ovvero i lavoratori da anni addetti agli scali, salvo poi chiedere la mera approvazione in sede referendaria del pacchetto già confezionato.
Col NO ha vinto la volontà dei lavoratori di essere parte attiva del processo decisionale, dai quali lavoratori dovrebbe dunque ormai essere chiaro che non si può prescindere.
Questi i numeri: 2214 elettori, 944 NO e 686 SI.
I lavoratori di Linate e Malpensa che hanno sin da subito sostenuto la posizione del NO anche attraverso l'intervento dei propri legali, dichiarano quindi soddisfazione per l'ampio successo ottenuto.
Ora l'Azienda deve mantenere in servizio tutti i lavoratori che non hanno aderito all'esodo e mantenere invariate tutte le condizioni contrattuali.
Ogni eventuale azione peggiorativa unilaterale sarà ritenuta illegittima e troverà pronta risposta individuale e collettiva nelle opportune sedi e anche con l'appoggio di San Precario.

I lavoratori del NO.


inquadriamo la situazione grazie agli attivisti di SAN PRECARIO
E’ un caso emblematico quello di Sea Handling, che in un colpo solo accorpa tutte le magagne e le nefandezze della gestione imprenditoriale di aziende di pubblica utilità, della collusione stato-imprese e delle politiche concertative sindacali. Sea è la società che gestisce i due scali milanesi, Malpensa e Linate. Malpensa (con il piano Malpensa2000, ve lo ricordate?) doveva essere il volano dell’economia lombarda così come si dice – 15 anni dopo – che dovrebbe essere Expo. Sappiamo tutti come è andata.
I faraonici numeri di passeggeri attesi e di merci – che dovevano far diventare Malpensa il principale hub italiano – vengono del tutto disattesi. Malpensa inizia un declino, favorito anche dalla crisi di Alitalia che non mantiene fede alla promessa di far diventare Malpensa il proprio hub e sposta il centro dei suoi traffici a Fiumicino. Anche un totale inesperto di aeroporti sapeva che nessuna compagnia di bandiera, nell’epoca dello sviluppo low cost, avrebbe potuto permettersi il lusso di tenere aperti due hub nello stesso paese, tranne i dirigenti di Sea, ovviamente.
continua la lettura su

giovedì 5 dicembre 2013

OLTRE LA REPRESSIONE, verso il 12 dicembre, anniversario di piazza Fontana

Si avvicina l'anniversario di piazza fontana, la storia "dovrebbe" essere nota, anche se sappiamo che il peggior male del "berlusconismo" è stato quello dell'imbarbarimento culturale e del far pensare a "tette e culi" invece di comprendere problemi e ipotizzarne le soluzioni; 
detto ciò, do pubblicazione di questo volantino trovato in strada a Milano, che ripercorre chiaramente gli episodi da quel 12 dicembre '69 e contestualizza e analizza, organicamente quel che avvenne e quel che sta succedendo oggi. Buona lettura






OLTRE LA REPRESSIONE...

Il presente è un attimo che nasce dal passato, riempito dei gesti di chi ci ha preceduto, e subito si tuffa nella Storia grazie alla sua irrefrenabile tensione verso il futuro. Il presente si nutre della Storia, e vive del costante riferimento ad essa.

12 Dicembre 1970: ad un anno dalla strage di piazza Fontana, dove le bombe di Stato messe dai fascisti uccidono 17 persone e ne feriscono altre 88, i compagni scendono in piazza. Fin dalla partenza il corteo viene caricato dagli sbirri, studenti e compagni riparano verso l'Università Statale.
In via Festa del Perdono, il movimento studentesco schiera il proprio servizio d'ordine, i Katanga, all'ingresso dell'università, sbarrando così l'accesso ai compagni in ritirata dalle violente cariche. 

Di fatto, chi rimane fuori, ingaggia un vero e proprio scontro frontale con i celerini : in quel frangente, Saverio Saltarelli, studente 23enne, si accascia a terra.
 Da subito la sua morte viene accostata ad un ipotetico malore, in seguito ad un arresto cardiaco: la realtà è che muore a causa di un lacrimogeno sparato ad altezza uomo e da distanza ravvicinata da parte dei Carabinieri.
Nell'università Statale, a distanza di 43 anni, poco o nulla resta della memoria di questo omicidio di Stato, se non un misero contentino rappresentato da una targa commemorativa sconosciuta ai più.

Questo è quello che vuole il potere: un'operazione di rimozione collettiva di ricordi e momenti di lotta passati. Stessa sorte tocca oggi all'esperienza dell'Ex-Cuem, che in tempi più recenti aveva costruito una nuova storia, una nuova narrazione. Era una libreria autogestita che nell'arco di più di un anno ha diffuso cultura non istituzionale. 

L'università che si apre alla ricerca dei guerrafondai, che forma quadri dirigenti, che fornisce manodopera specializzata in maniera gratuita alle aziende non ha potuto accettare un'esperienza di reale scambio di conoscenze, saperi, coscienza critica, diffusione di cultura e memoria.

E' per questo che in un fine settimana di inizio Maggio, il rettore, dopo aver fallito numerosi tentativi di recupero di questa esperienza al di fuori dei canoni del potere, ha ordinato lo sgombero dell'aula occupata. Lunedì 6 Maggio una partecipata assemblea ha deciso di occupare un'altra aula. Il rettore, che pensava di aver così represso un'esperienza costruita dal basso, messo alle strette, ha chiesto l'intervento della forza pubblica.
La naturale conseguenza di ciò è stata il ritorno della polizia in università dopo circa 40 anni, polizia che come strumento repressivo oltre ad usare le cariche si è armata di telecamere, pronta ad utilizzare in modo arbitrario e strumentale le immagini di chi si è difeso attivamente, di chi ha cercato di proteggere gli altri ragazzi.

Dopo un mese e mezzo, 7 compagni sono stati messi agli arresti domiciliari per quei fatti.
A settembre altri due arresti, stavolta di due ragazzi accusati di aver partecipato ad una rissa durante una delle serate di autofinanziamento organizzate in Statale. Questo fatto è stata la scusa perfetta per dare il colpo di grazia al progetto Ex-Cuem. Con una campagna mediatica orchestrata magistralmente, i quotidiani si sono trasformati nei boia che hanno tagliato la testa alle “belve feroci” (così dai giornali).

La repressione ha molti volti: non solo cariche e manganelli, ma arresti preventivi resi possibili dall'ingente uso di telecamere e dispositivi di videosorveglianza,allontanamenti coatti per far perdere rapporti umani e di vita. 
Non soddisfatta, con la sua buona alleata stampa, mette in piedi la macchina continua della disinformazione.
Lo sgombero di realtà autogestite che mettono in discussione l'uso strumentale dell'università da parte dei manager del consiglio d'amministrazione, è solo un'altra parte del sistema di controllo, che fagocita tutto ciò che non gli è funzionale, tutto ciò che si oppone.
Ma, nonostante i muri bianchi e il silenzio degli atri, la traccia non si cancella.
Con questi mezzi volevano renderci nulli ed impotenti. Non ha funzionato. Siamo ancora qui, pronti a non chinare la testa ad arresti, sgomberi ed infamie giornalistiche.

Libertà per Lollo! Tutte libere, tutti liberi!                                                                              Lo spirito continua!



GIOVEDI’12 DICEMBRE 2013

ORE 09:30, LARGO CAIROLI - CORTEO STUDENTESCO: SPEZZONE CONTRO LA REPRESSIONE

ORE 15:00, Incontro in Università Statale con i compagni di Saltarelli - A seguire aperitivo.
Esposizione mostra fotografica “Dare un luogo alla storia” - La storia fotografica dell'Università Statale

venerdì 8 novembre 2013

Anonymus nelle mail delle università! verso il 15 novembre





un amico mi ha girato questa mail.. arrivata, pare, a tutti gli studenti..
Anonymous nelle mail delle università!

il testo è rivolto prevalentemente alla situazione universitaria ma ci si legge l'equilibrio della società
riporto il testo della mail



La sollevazione è appena cominciata, Vendichiamoci di chi specula sui nostri bisogni,
sui nostri desideri, sulle nostre vite, sulla nostra felicità.
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Ad Atene l'università ha chiuso per i tagli.
In Italia gli atenei e il mondo della formazione sono ridotti in macerie.
Prima in Grecia, domani in tutta Europa?!?
Nessuno ci crede più alla barzelletta di un futuro dignitoso raggiungibile grazie ai loro "precarifici".
Spendono 12 miliardi per gli F35, 21 miliardi per gli eurofighter, quando negli ultimi 5 anni hanno tolto 10 miliardi all'istruzione.


A Milano si trovano le università più care d'Italia, con le fasce di reddito minime che si trovano a dover pagare 220 euro in più rispetto alla media nazionale.

E per cosa?!?

- Aule sovraffollate dove spesso passi la lezione in piedi
- Una mensa tra le più care d'Italia, dove non puoi nemmeno scaldarti il pranzo nel microonde
- Monopolio dell'editoria universitaria in mano alla mafia di Comunione e liberazione
- Numero ridicolo di alloggi negli studentati quando Milano ha anche il record per gli affitti più cari
- Servizio bibliotecario che rischia l'esternalizzazione
- Pochissimi spazi dove incontrarsi e conoscersi, magari studiare insieme, senza rischiare di restare senza sedia pure in Biblioteca Centrale o in aula studio
- Baroni che assegnano libri di testo anche da 50/80 euro, delle volte persino scritti o curati da loro, che vincolano l'accessibilità al sapere alla disponibilità del proprio portafoglio
- Aspirare ad un brillante futuro da stagista rigorosamente precario

#yeswescan
#segnala il libro più costoso del semestre
#datastorm project, join the #openaccess #guerrilla !


Questi sono solo alcuni strumenti con cui possiamo iniziare la riappropriazione di ciò che è nostro...
Li abbiamo trovati segnalati su alcuni manifesti nelle sedi universitarie di Milano e su qualche pagina FB, scommettiamo che le idee in campo sono molte di più.
Sappiamo che anche a Bologna hanno dato il via alla #riappropriazione con #occupymensa e a Roma è nata #SapienzaClandestina... La lista potrebbe essere ancora più lunga...

Prendi parte alla #sollevazione generale, con la generazione a cui è stato rubato il futuro: i cyberattivisti, i migranti in lotta, i movimenti per il
diritto all'abitare, perchè senza tetto non ci sappiamo stare.
Unisciti a chi vuole cambiare questo sistema a partire dal territorio in cui vive, digitale e reale.

Perchè in fondo siamo tutti studenti, tutti precari, tutti meticci, tutti abbiamo bisogno di casa. Tutti abbiamo bisogni e desideri.


La loro austerity non ha futuro.

Costruiamo la #sollevazione, prossima tappa #15n !

venerdì 1 novembre 2013

Chiomonte sito archeologico abitanti 931, militari presenti 400!

 Chiomonte, Val Susa, l'importante sito archeologico de La Maddalena.. quello dei blindati dei militari sopra i resti per intenderci
ed ora, mentre le sovrintendenze ai beni culturali di tutta italia non hanno una lira per scavi e per la tutela del patrimonio, visto che a letta, suo zio e i suoi amici, pd, pdl, lega etc...la crisi e il fatto che alla Francia il progetto del treno e relativo foro, non interessa prenderlo in analisi e considerazione almeno fino al 2024, considerato il ridursi di traffico merci e passeggeri e l'esistenza ultraconcorrenziale delle compagnie
aeree low cost
dicevamo, questo non interessa il governo e...
scoprire che a Chiomonte si mandano 400 militari.. per 931 abitanti
e per la notizia vi rimando al link della valle
http://www.notav.info/post/400-soldati-da-herat-a-chiomonte-val-susa-terra-di-conquista/

 e due anni fa ho avuto la fortuna e l'onore di poter registrare questo breve video
http://www.youtube.com/watch?v=cdYnpSo9Sa4



"Quindi tutto normale? 
400 soldati a difendere quello che un territorio intero non vuole, 400 soldati armati di tutto punto per difendere 
il bancomat della politica."
"Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell’Esercito, parla della prossima missione di guerra dell’esercito: la ValSusa."
cit.
 http://www.notav.info/post/400-soldati-da-herat-a-chiomonte-val-susa-terra-di-conquista/

per questo ancora un invito rivolto a tutte e a tutti
la difesa della Valle è il no a questa crisi e ai signori che l'hanno creata
a partecipare e a parlare, approfondire la vicenda dell'alta velocità,
ogni giorno, scopriamo che tav e malaffare sono legate, poche ore fa è stato bruciato un presidio
http://www.notav.info/top/bruciato-il-presidio-no-tav-di-vaie-sab-2-nov-ore-11-conferenza-stampa/
 e vi rimando all'articolo al link sopra per la notizia

quello che è successo nel magentino "dovrebbe" ormai essere chiaro.. 60 milioni di euro per un km della tav, 7 cantieri (da bernate a cornaredo sequestrati durante i lavori)

e mentre tolgono i treni e i bus, e il servizio di trasporto pubblico è sempre peggio, investono i nostri soldi per un opera inutile, che ora, lo possiamo dire, ha la funzione di bancomat della politica e dei peggio interessi.