Scriveva Giovanni Sartori, come incipit del settimo capitolo del suo pahmplet "Homo videns", del fatto che l'homo insipiens, sciocco e simmetricamente che non sa, che è sempre esistito, ma, parafrasando Umberto Eco, nei bar, veniva immediatamente zittito alla prima castroneria, mentre nel mare magnum del web, trova risonanza e una sorta di aggregazione e camera di amplificazione; un pensiero volge anche a Tocqueville, nei rischi della "dittatura della maggioranza".